Cult

Cinque brani di Mac Miller che non dimenticheremo mai

Sono passati due anni da quando Malcolm McCormick, alias Mac Miller, veniva ritrovato senza vita nella sua casa di Los Angeles. La sua carriera, segnata da continui cambi stilistici e dal non volersi mai incasellare in un genere preciso, è stata, seppur breve, una delle più interessanti del panorama musicale mondiale. Accompagnato nella crescita dai suoi vari alter ego, da EZ Mac a Larry Fisherman, Mac Miller ha dovuto fare i conti con depressione e abuso di sostanze stupefacenti. È stato più volte ricordato come “il fidanzato di Ariana Grande” ma, ovviamente, era molto più di questo. Con Circles, album pubblicato postumo ad inizio di quest’anno, si è chiuso un (perdonate il gioco di parole) cerchio. Il disco, infatti, fa parte di un concept dal titolo Swimming in Circles, iniziato con l’album precedente, Swimming, pubblicato dal rapper nel 2016. Il 2020 non è stato solo l’anno di questa pubblicazione postuma, ma anche il decimo anniversario di K.I.D.S, quarto mixtape della prolifica produzione di Mac Miller (prima di morire ne ha realizzati ben 15). Per l’occasione, il mixtape è stato reso disponibile sulle principali piattaforme di streaming per la prima volta dalla sua pubblicazione. Ma non solo. Infatti, il 13 agosto scorso è stata pubblicata una versione deluxe di K.I.D.S, contenente le tracce inedite Ayye e Back in the Day. Insomma, questo sarebbe stato un anno incredibile per Mac Miller. Anzi, più che sarebbe stato lo è stato, perché anche se lui non è più tra noi la sua musica continua ad essere amata da milioni di fan. Perché di Mac, più che ricordare la morte, dobbiamo ricordare giornalmente la sua arte e il suo incredibile talento. Proprio per questo, non senza difficoltà, abbiamo selezionato cinque tra i brani più belli ed iconici della sua produzione.

Surf (Circles, 2020)

Circles è stato recepito da molti come una sorta di testamento di Mac Miller. In questo album, l’artista racconta in modo triste, struggente, ma allo stesso tempo dolce e realista, di tematiche difficili come la depressione e la morte. Ecco, Surf è sicuramente uno dei brani più incisivi di questo progetto postumo. La canzone è tutta incentrata sulla crescita personale. Si rivolge ad una donna, quasi supplicandola di iniziare ad avere una visione positiva della vita, provando a sfruttare al massimo le opportunità e tutto ciò che di bello si presenta ai loro occhi.

Ladders (Swimming, 2018)

Completamente diverso il mood di Ladders, pubblicato in Swimming, l’altra faccia della medaglia di Circles. Il brano è caratterizzato da un ritmo funky che sottolinea quanto Mac cercasse continuamente di innovarsi e spaziare tra gli stili. Proprio questo brano, tra l’altro, racchiude una metafora che è centrale dell’album e della carriera del cantante: il suo costante desiderio di migliorare ed evolversi, senza mai ripetersi.

Dang! ft. Anderson. Paak (The Divine Feminine, 2016)

The Divine Feminine mette al centro il tema dell’amore, le donne e ciò che lui ha appreso dalle sue esperienze. Questo quarto progetto di Mac Miller è caratterizzato anche da diverse (grandi) collaborazioni: Ariana Grande, Ty Dolla Sign, Kendrick Lamar e Anderson. Paak. Dang!, realizzata proprio in collaborazione col rapper californiano, è il primo singolo estratto dal disco. Durante un’intervista realizzata per Genius, Mac ha rivelato che, nonostante il mood della canzone sia piuttosto allegro e festoso, Anderson. Paak avrebbe scritto il brano pensando alle persone care scomparse dalla sua vita.

You (Larry Lovestein & The Velvet Revival, 2019)

Come già detto, Mac Miller aveva diversi alter ego. Larry Lovestein è sicuramente uno dei più affascianti. Caratterizzato da una personalità romantica, matura e concreta, Larry dà la possibilità a Mac di “mettere da parte” il rap per dedicarsi alla musica jazz. You è la title track di un EP dove Mac canta, totalmente a suo agio, su eleganti strumentali jazz. Tutto si gioca su una storia d’amore traballante e sull’esaltazione dell’amore giovanile.

Don’t Mind if I Do (K.I.D.S, 2010)

Per celebrare l’uscita del mixtape, non solo è stato pubblicato in streaming e in versione deluxe. La mattina del 13 agosto è apparso su YouTube, in HD, il video di Don’t Mind if I Do, con protagonista un Mac Miller davvero giovanissimo. Il brano, che campiona Fireflies degli Owl City, divenuto piuttosto celebre tra il 2009 e il 2010, è di forte ispirazione per tutto il mood dell’album, per il titolo e per la copertina. L’aria di festa, quel “non importa se lo faccio”, ci raccontano un Mac Miller giovane, spensierato e (forse) con meno problemi e preoccupazioni dell’artista che sarebbe diventato poco meno di dieci anni dopo.

Benedetta Minoliti
Autore

Laureata in lettere moderne, da grande vorrebbe fare la giornalista (anche se ormai dovrebbe smettere di dirlo dato che non è più tanto piccola). Non esce mai di casa senza le cuffie, non saprebbe davvero come fare altrimenti. Fan sfegatata di The Killers e Oasis, le piace descriversi utilizzando una frase che Noel ha simpaticamente dedicato a Liam: «Sono una forchetta in un mondo in cui si mangiano solo zuppe».