Recensioni cinema

“Soul” è la vera anima dell’animazione Pixar?

Quello di quest’anno è stato un Natale diverso, strano e probabilmente molto più difficile di quanto ci si potesse aspettare. In questo periodo storico così complicato però, Disney+ ha deciso di rendere disponibile il nuovo lungometraggio, Soul, firmato Pete Docter, nuovo direttore creativo della Pixar dopo le forzate dimissioni di John Lasseter ma, soprattutto, dopo il flop di Onward e la chiusura delle sale cinematografiche. Soul racconta la storia di un insegnante di musica, Joe Gardner (nella versione originale doppiato da un sorprendente Jamie Foxx) che, dopo un incidente fortuito, vede la sua anima distaccarsi dal proprio corpo. L’anima di Joe viene proiettata nell’altro mondo, un piano ultraterreno dove, in maniera totalmente geniale, assistiamo alle procedure che le varie anime devono seguire per arrivare sulla Terra e iniziare a vivere una vita. Qui Joe conoscerà 22, un’anima ribelle che non ha nessuna intenzione di lasciare l’Ante Mondo, ma che in realtà nasconde la grande paura di non riuscire a capire quale sia il suo vero scopo. La storia di Joe sembra quella di un uomo che pur di raggiungere il suo obiettivo, ovvero ricongiungersi col proprio corpo terreno e diventare il musicista jazz che ha sempre sognato di essere, farebbe di tutto, anche sfruttare l’amica 22. In realtà il tema centrale di tutto il film è la ricerca della felicità; l’ossessione di Joe per la musica in realtà non lo rende felice, anzi non gli fa vivere la bellezza delle piccole cose. Solo attraverso la sua avventura Joe riuscirà a capire che la vita è stupenda solo si riesce a cogliere la sua vera essenza.

Uno degli aspetti che rende Soul incredibile è sicuramente il lato musicale. Il film è un continuo omaggio al jazz, con scene di Joe che suona il pianoforte che rimandano inevitabilmente a quelle di Ryan Gosling in La La Land. La musica è sia l’ossessione del protagonista, che la vive come un traguardo da raggiungere per emulare il padre scomparso, ma allo stesso tempo l’unico motivo di felicità della piccola Connie, una studentessa di Joe che viene convinta da 22 a non abbandonare le lezioni di trombone. Il tutto accompagnato dalle magiche esibizioni della leggenda del jazz Dorothea Williams. Dal punto di vista tecnico dell’animazione, Soul è pura avanguardia per il mondo Pixar. Per la prima volta, infatti, la produzione si è dovuta cimentare nella messa in scena di qualcosa di intangibile e inimmaginabile come l’anima umana e un mondo etereo. Il risultato è un design vaporoso e ovattato per le anime, affiancato alla linearità degli operatori dell’Ante Mondo, simili a luci a neon. Una tecnica quindi senza precedenti. Insomma, possiamo definire Soul come un piccolo capolavoro, che probabilmente per tematiche si rivolge ad un target più maturo rispetto agli standard dei film Pixar e che quindi forse non verrà apprezzato dai più piccoli. Il rischio era quello di fare qualcosa di troppo simile ad Inside Out, ma il risultato finale è anche superiore.

Vincenzo Cozzolino
Autore

Classe 1995, studente e appassionato di comunicazione digitale e giornalismo. Ho la musica nel sangue e una ossessione per le serie tv.