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Perché “Squid Game” sta ottenendo così tanto successo?

Nel periodo che intercorre fra l’uscita di una nuova serie tv ed i successivi giorni della sua discussione sulle varie piattaforme ci si pone sempre un interrogativo: vale la pena vederla? Sarà in grado di attirare la mia attenzione? I dubbi amletici antecedenti l’inizio di una serie tv possono essere affrontati con il paradosso del Gatto di Schrödinger. Questo esperimento, che prende il nome dall’omonimo scienziato che l’ha formulato, prevede che un gatto venga posto all’interno di una scatola con un elemento radioattivo pronto a liberarsi da un momento all’altro, motivo per cui il gatto può essere nel medesimo tempo sia morto che vivo, e l’unico modo per scoprirlo è aprire la scatola. Tale teoria è applicabile anche nel campo delle serie tv ed una di esse che ha spiazzato rapidamente ogni dubbio è sicuramente Squid Game.

Scritta interamente da Hwang Dong-hyuk, la serie è stata distribuita su Netflix a metà settembre. La storia vede come protagonista un uomo di mezz’età, Seong Gi-hun (Lee Jung-jae), costretto a vivere alle dipendenze della madre anziana e sommerso dai debiti. La soluzione ai suoi problemi gli viene proposta da un tale, ben vestito e sicuro di sé, che gli propone di partecipare ad una serie di giochi per poter guadagnare un’ingente somma di denaro. Seppur all’inizio contrario, egli accetta l’invito e si ritroverà assieme ad altre 455 persone, poste nella sua medesima condizione, pronte a partecipare ad una serie di contorte sfide, sottoforma di giochi tradizionali per bambini, la cui eliminazione culmina con la morte. Squid Game non si può definire una serie apprezzabile per il deboli di cuore in quanto spesso si assiste a delle scene molto spinte, che possono turbare non poco lo stato emotivo dello spettatore. Detto ciò, da un punto di vista stilistico e narrativo, la serie si presenta come uno dei migliori prodotti distribuiti dalla piattaforma di Reed Hastings, destinata ad essere la serie più vista sulla piattaforma in tutto il mondo, secondo le ultime dichiarazioni degli addetti ai lavori.

Il successo che sta riscontrando questa serie è da attribuire soprattutto al risvolto morale che ne consegue dopo la sua visione. I personaggi cercano di insegnare dei principi allo spettatore, invitandolo a riflettere sull’importanza delle scelte che si prendono nella propria vita, sul tipo di persona che si vuole essere ed in particolare domandarsi se si è disposti a sottrarre qualcosa per il proprio benessere per aiutare il prossimo. L’elemento distopico rappresenta altresì una parte essenziale della struttura della serie, in quanto permette allo spettatore di poter vivere, assieme ai personaggi, una realtà di vita estrema, laddove il libero arbitrio viene azzerato e la lotta per la vita diventa il bene primario.

Gianmarco Di Somma
Autore

Classe del 1995, studente di comunicazione e media digitali, mangio pane e serie tv, e ne vado fiero. Dammi una penna e mi farai felice.