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Tornare a sognare con Noel Gallagher

“Easy Now” è un’ondata di ottimismo che coincide con un imminente divorzio e con una dichiarazione su una Oasis-reunion.

Agli sgoccioli del 2022, Noel Gallagher spuntava fuori dal nulla, cacciando da un impolveratissimo cilindro Pretty Boy. «È il primo pezzo che ho scritto, il primo di cui ho fatto una demo, il primo che ho finito per questo nuovo album, quindi è giusto che sia la prima cosa che il pubblico può ascoltare». Ok, decisione sua, abbiamo alzato le mani. C’era anche Johnny Marr alla chitarra, che altro gli volevi dire? Eppure l’alzata di spalle non gliel’ha tolta nessuno. Sembrava che non fossero passati cinque anni da quella svolta (riuscita per metà) di Who Built the Moon?, né che ci fosse passata di mezzo una pandemia con annessi lockdown. Pareva proprio che il Gallagher maggiore non fosse stato scalfito in minima parte dal tempo e dagli avvenimenti; il nuovo singolo urlava un “sì, continuo sulla scia dell’album e dei tre EP, che vi piaccia o meno”.

Noi abbiamo annuito, tentato con più ascolti di convincerci che questa fosse l’unica strada percorribile e abbiamo lasciato da parte ogni speranza di riascoltare qualcosa di diverso. Fino a ieri. Easy Now appare sugli schermi e nelle casse di prima mattina di un martedì che sa ancora di Blue Monday. «Sto tornando alle mie origini. Sognare ad occhi aperti, alzare gli occhi al cielo e chiedermi cosa potrebbe essere la vita… questo vale per me oggi come nei primi anni Novanta. Quando stavo crescendo in condizioni di povertà e disoccupazione, la musica mi ha salvato… un po’ come Top of the Pops in TV ha svoltato il giovedì sera, ti immergevi in un mondo fantastico. È quello che penso dovrebbe fare la musica. Voglio che la mia musica elevi ed aiuti in qualche modo», racconta Noel. Ed eccola, la ballad di cui avevamo perso ogni speranza. Un’esplosione nostalgica che fa luccicare gli occhi ai vecchi fan e non con quel ritornello di cui rimani inconsapevolmente ostaggio al primo ascolto. Un crescendo di cori e orchestra, con una buona dose di chitarre e Noel ri-conquista i cuori dei suoi fedelissimi con il secondo singolo tratto da Council Skies, quarto album in arrivo il 2 giugno prossimo.

È un ritorno alle origini, se non propriamente alle sonorità mancuniane dei suoi vecchi Oasis, quantomeno all’ambientazione della cover del disco che è un vero omaggio alla sua città d’origine, Manchester. Dal cilindro ormai ben spolverato Noel caccia finalmente quella perla di cui avevamo bisogno, che sa tanto di b-side oasisiana messa in cassetto e ricacciata al momento giusto. “There’s talk of revolution here” recita profetica la prima strofa di Easy Now. Un’ondata di ottimismo, positività, di futuro che sta per arrivare che, guarda un po’, coincide con un imminente divorzio dalla seconda moglie e con una dichiarazione che mai fu così vicina ad una ipotesi Oasis-reunion. Trovata pubblicitaria per risollevare le vendite? Ripensamenti sinceri? Chi può dirlo, ma quanto è bello sognare, di nuovo, con Noel Gallagher?