Con la seconda data al Croke Park di Dublino si è conclusa ieri la prima parte del tour mondiale degli Oasis. La prossima settimana la band volerà in Nord America, prima di tornare a Londra per due appuntamenti il 27 e 28 settembre. Da lì il viaggio proseguirà in ottobre in Asia, quindi in Australia e infine in Sud America a novembre, dove – almeno per ora – è previsto il gran finale. In qualunque modo lo si guardi, il tour della reunion è stato un successo senza precedenti e i numeri lo confermano: il ritorno degli Oasis è tra i tour più popolari degli ultimi anni, con un impatto stimato di un miliardo di sterline sull’economia britannica e cachet personali da circa cinquanta milioni di sterline a testa per i fratelli. Non stupisce quindi che le voci su un nuovo tour europeo nell’estate 2026 diventino sempre più forti. A rafforzarle è stato lo stesso Noel Gallagher, che durante un incontro in un pub di Dublino avrebbe lasciato intendere che il tour proseguirà anche il prossimo anno.
Anche Liam Gallagher, dal palco di Edimburgo prima di intonare Champagne Supernova, ha salutato il pubblico con un significativo «we’ll see you again» – «ci rivedremo». Secondo indiscrezioni riportate da The Sun, alla band sarebbe stato proposto di prolungare l’attuale tour con nuove date nel 2026, tra cui una residenza all’Etihad Stadium di Manchester e soprattutto quattro serate a Knebworth per celebrare i trent’anni dagli storici concerti del 1996. Un ritorno a Knebworth non sarebbe solo un sogno dei fan: già nel 2024, Henry Lytton-Cobbold, proprietario della tenuta, aveva pubblicamente invitato la band a tornare per il trentennale, scherzando sul fatto che «Wembley è solo un riscaldamento, il vero grande party sarà qui nel 2026».