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Brandon Flowers torna con un album solista, “Thrasher”

Dopo anni trascorsi a guidare una delle rock band più influenti degli ultimi due decenni, Brandon Flowers ha deciso di intraprendere un percorso personale che affonda le sue radici nella sua infanzia

Brandon Flowers ha annunciato l’uscita di Thrasher, un album profondamente radicato nella tradizione country e western americana, disponibile dal 21 agosto 2026 per Island Records. Dopo anni trascorsi a guidare una delle rock band più influenti degli ultimi due decenni, Flowers ha deciso di intraprendere un percorso personale che affonda le sue radici nella sua infanzia a Nephi, nello Utah, e nelle influenze musicali ricevute dal padre. Un progetto che rappresenta una svolta significativa rispetto alle sonorità che hanno caratterizzato la sua carriera con i The Killers e i suoi precedenti lavori solisti. Thrasher è stato registrato a Nashville, la capitale mondiale della musica country, presso il leggendario RCA Studio A. Per la realizzazione del disco, Flowers si è affidato a due produttori di grande prestigio: Shawn Everett, noto per le sue collaborazioni con Kacey Musgraves e numerosi artisti della scena alternative americana, e Jonathan Rado dei Foxygen, figura sempre più richiesta per la sua capacità di coniugare tradizione e sperimentazione.

Il progetto vanta inoltre la partecipazione di musicisti di altissimo livello. Tra questi spiccano David Rawlings, storico collaboratore di Gillian Welch e uno dei più apprezzati chitarristi della scena roots contemporanea, e Charlie McCoy, autentica leggenda della musica country che, a 85 anni, continua a lasciare il proprio segno grazie al suo inconfondibile talento all’armonica. Nelle prime dichiarazioni rilasciate dopo l’annuncio, Flowers ha raccontato il significato profondo di questo nuovo capitolo artistico: «Ho sbloccato una stanza che sembrava aspettarmi da sempre: la musica country/western, la musica di mio padre. Si è offerta a me, e alle storie che ho da raccontare in questo momento, con un entusiasmo disarmante». Parole che suggeriscono come Thrasher non sia soltanto un cambio di direzione musicale, ma anche un viaggio personale e familiare, un ritorno alle proprie origini attraverso il linguaggio della musica americana più autentica. Resta ora da capire come i fan accoglieranno questa nuova avventura, ma una cosa è certa: Thrasher si candida già come uno dei progetti più curiosi e inaspettati del 2026.