Recensioni cinema

Perché il live action di “Lilli e il vagabondo” merita di essere visto

«Ti ricordi quella scena?». Siate onesti, quante volte vi è capitato di dire o sentirvi rivolgere questa domanda? Chiudete gli occhi e ripensate a tutte quelle scene di film, serie e cartoni che hanno finito per segnare la vostra vita. Visualizzatele. Ce ne sarebbero tantissime possibili da citare e so che adesso, se lo facessi con le prime che mi vengono in mente, voi riuscireste nello stesso momento a dirmene un’altra infinità. E in molte, pur senza magari nemmeno conoscerci, finiremmo per ritrovarci insieme a condividere lo stesso identico momento. Tante vite diverse, con magari assolutamente nulla in comune, se non quella particolare sequenza citata. Quel pezzetto di memoria che una volta tirato fuori, puntuale come il migliore degli orologi svizzeri, ci farebbe esclamare all’unisono: «Ti ricordi quella scena? Sì, certo che sì». Come se, invece di chiudere i ricordi nel ricorrente immaginario cassetto della mente, li condividessimo tutti in una stessa cartella, universalmente accessibile con la stessa semplice password. E no, non mi riferisco a “1234”.

Io sto pensando alla scena del bacio con lo spaghetto, probabilmente una delle sequenze romantiche più belle di sempre e che in molti una volta cresciuti, me compreso, tendiamo poi a sottovalutare di più. Quasi a dimenticare. Parliamo ovviamente di Lilli e il vagabondo. Ma della sua versione in live action, ora disponibile su Disney+. L’ho appena visto e la risposta è sì, guardatelo. Lo so, in molti storceranno il naso, pronti subito a ribattere che c’è anche l’originale, che quello non si batte e bla, bla, bla. È vero. Ma realisticamente in quanti, nella massa generale, poi effettivamente si sarebbero andati a vedere il vecchio cartone animato? Parlo forse solo per me, ma io non l’avrei mai fatto e cavolo avrei proprio sbagliato, perché certe storie riescono sempre a farti emozionare. Con la nuova veste grafica del vecchio classico Disney, la sensazione è quella di rivivere una bella emozione appartenuta all’infanzia, eppure in qualche modo riaverla in una veste nuova e sorprendente.

So che ci piace pensare che “era meglio quando si stava peggio”, e che la nostalgia riesce sempre a farla da padrona. Ma provate a pensare a chi non ha lo stesso nostro background, a chi è ormai o addirittura da sempre abituato ad altro e alla fortuna di poterglielo far conoscere, seppure con i compromessi moderni. Immaginate di poter rivivere una delle storie più belle del vostro passato, ma di riportarla nella vostra nuova versione del presente. Tutto senza rovinare nulla. Siamo sicuri direste proprio di no? Perciò, tra una diretta e l’altra di Conte, il mio consiglio è chiaro: rivivetelo, rinfrescate il vostro immaginario. Fatelo vedere a chi non ha mai visto l’originale e tende, al contrario di quanto detto prima, a diffidare delle “cose vecchie”. Riportate alla memoria i vostri ricordi e poi andate di nuovo finalmente a chiederlo: «Ti ricordi quella scena? Dici il bacio con lo spaghetto? Sì. Certo che sì».

Stefano Falcone
Autore

Ventidue anni, barba rossa e baffi all’insù. Siciliano d’appartenenza, cittadino del mondo per aspirazione. Si definisce con i piedi per terra e la testa fra le nuvole, un mix così in contraddizione che potrebbe farlo perdere nel giardino di casa, come arrivare a colonizzare la luna.