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Tutti i brani di “Definitely Maybe” degli Oasis dal peggiore al migliore

Nessuno spoiler, nessun teaser, nessuna uscita anticipata trafficata illegalmente in chat. Il nome Oasis risuonava da una cassa stereo all’altra come la nuova rivelazione britannica. Alzando l’antenna per ricevere la frequenza migliore, nella primavera del 1994 capitava spesso di acchiappare questo pezzo che esordiva con una spiccata spavalderia inglese “I need to be myself/I can’t be no one else”. Supersonic, dal video in bianco e nero, un bridge superlento e una voce ipnotica poneva Liam Gallagher in primo piano, mostrando l’innato talento di riuscire a tenere incollati allo schermo occhi e orecchie di chiunque vi si trovasse davanti, senza fare alcunché. Solo qualche mese dopo, il 29 agosto 1994, uscì Definitely Maybe, il disco d’esordio della band di Manchester. E così, affascinati da un singolo pezzo, si andava al negozietto di fiducia, e a scatola chiusa si acquistava l’album. La corsa verso casa sapeva di novità, curiosità e soddisfazione, come se al primo ascolto, una volta inserito il cd nello stereo, si diventasse immediatamente i talent scout di quella band. Un’era così preziosa per la musica che sembra di toccare con mano le emozioni e le aspettative del tempo,  rese tangibili attraverso il famoso libretto all’interno del compact disc, lo stesso tenuto gelosamente tra le mani durante il primo attesissimo ascolto. Il mondo della Cool Britannia è tutta qui, col suo suono sporco e diretto, ultramelodico e rock & roll. Definitely Maybe è senso di rivalsa, Union Jack a profusione e spavalderia anni Novanta. Dalla cover dai mille riferimenti nostalgici e/o contemporanei (da George Best a Burt Bacharach, da Il buono, il brutto e il cattivo ai Pink Floyd), alle 11 tracce, l’album è un cult, un classico che non puoi non sfoggiare con un certo orgoglio tra la collezione di cd e vinili. Ma come suonerebbe ora al primo ascolto un disco del genere? Proviamo a stilare una classifica degli 11 pezzi che compongono l’esordio più british e trasgressivo dell’ondata brit pop anni Novanta. 

11. Married With Children

Chitarra e voce, talmente puliti e poco prodotti che sembra di avere Liam Gallagher in stanza ad improvvisare. Il titolo preso in prestito dalla celebre sitcom americana, sembra descrivere la relazione dell’epoca di Noel Gallagher. La ragazza in questione lamentava notti insonni a causa della sua musica. Si sarà ricreduta. 

10. Digsy’s Dinner

The best days of our lives“, quelli del pezzo in questione, sono distinti da un riff scanzonato e da un’immancabile appuntamento alle 3:30. Impossibile dare buca e rifiutare la “Lasaaaagna” di Liam dalla sonorità catchy.

9. Up In The Sky

Ritmi martellanti dominano i 4 minuti del pezzo. Sembra di volare e dall’alto godere dello spettacolo ispirato alle sonorità di Liverpool di Revolver, intonate dal leader più sfrontato del brit pop.

8. Shakermaker

Plagio o non plagio? I’d Like to Teach the World to Sing (In Perfect Armony) è stata indubbiamente un’importante ispirazione melodica per Noel Gallagher, al punto da indurre la Coca Cola a fare causa agli Oasis. Il pezzo era noto per lo spot pubblicitario della bevanda, ma aveva tutt’altro senso. Shakermaker, con uno slow motion di chitarre e parole trascinate, ti porta tra le psichedeliche vie di Manchester e della working class.

7. Bring It On Down

“Cos’era quel sound che ti risuonava nella testa?”. È il suono della rivalsa, del proletario che si rialza e rivendica la sua vita da emarginato. Bring it On Down è potenza, carica, motivazione. Sembra di essere in fumoso locale underground, dal palco piccolo e dagli spazi limitati innaffiati da fiumi di birra. Altro che indie rock di oggi.

6. Columbia

Sembra di aver appena assunto delle sostanze stupefacenti, in preda a frasi scioglilingua e ispirazioni beatlesiane. Un viaggio psichedelico, una confusione a cui ci si abbandona consapevolmente. Una dipendenza istantanea che segna oltre 6 minuti di delirio acido.

5. Cigarettes & Alcohol 

Che tu sia astemio o non abbia mai fumato, questo pezzo potrebbe segnare l’iniziazione alla nicotina e all’alcol. L’inconfondibile riff di chitarra, preso in prestito dai T-Rex è puro rock & roll, voglia di trasgredire e ricercare qualcosa per cui valga davvero la pena vivere.

4. Supersonic

Frasi iconiche, testo no sense, sonorità portabandiera di un’epoca memorabile. Prova a cantare due versi e ti ritrovi immediatamente nei panni di un mancuniano sbruffone con la birra in una mano e la chitarra nell’altra. Fierezza, orgoglio, spacconeria nel sound e nella voce. Un cult.

3. Rock & Roll Star

Il sogno di una vita da rockstar, senza orari e limiti si palesa in oltre 5 minuti di semplice, immediato e coinvolgente rock & roll. Un pezzo che invecchia benissimo, o sembra non farlo mai.

2. Slide Away

Una perla rara impreziosita dalla giovanissima voce di Liam Gallagher, messa alla prova da altissime note e romanticissimi versi. Assoli anni Novanta stupiscono nel frastuono rock & roll dei pezzi che incorniciano la ballad.

1. Live Forever

Senza tempo. Un inno alla vita, insieme e per sempre. Romanticamente applicabile dai fan alla coppia più discussa di sempre della musica, quella dei fratelli Gallagher. Gli stessi che rinnegheranno il loro rapporto fraterno di lì a poco, segnando, tra litigi e abbandoni la storia della rivalsa proletaria. 

Martina Guaccio
Autore

Laureata in marketing e masterizzata in comunicazione e altro che ha a che fare con la musica. Fiera napoletana, per metà calabrese e arbëreshë, collezionista compulsiva di vinili, cd o qualsiasi altro supporto musicale. Vanto un ampio CV di concerti e festival.