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“Pamela, A Love Story” è il ritratto ad oggi più intimo della Anderson

Pamela Anderson finalmente si mostra al pubblico come un essere umano che rivendica la propria dignità e la sua voce.

Una storia d’amore con se stessa, quella di Pamela Anderson, che finalmente riesce a sbocciare dopo quasi cinquantasei anni. Un percorso lungo, tortuoso e travagliato, che l’attrice e modella è riuscita a tenere nascosto fino a oggi tra le pagine patinate di riviste per uomini e sotto un costume da bagno rosso. Pamela, A Love Story ci mostra infatti (e finalmente) l’aspetto che meno conosciamo della sua protagonista: quello di donna, fagocitato da scandali, matrimoni, sesso e rock & roll. Pamela si presenta allo spettatore senza trucco, vestita di bianco, nell’intimità della sua casa canadese, dove vive da qualche tempo. Ha abbandonato lo stile di vita ricco di eccessi che l’ha resa famosa, suo malgrado, negli anni Novanta, ed è tornata nel suo Canada, dove è nata, cresciuta e stata scoperta tra gli spalti di uno stadio durante una partita di football.

Come una palla lanciata con decisione e a tutta velocità verso la porta, così è stata la carriera di Pamela Anderson: schizzata ai vertici della fama, il mondo ai suoi piedi e repentinamente precipitata al suolo in uno schianto che non le ha fatto sconti e che le ha tolto tutto ciò che aveva costruito; la sua parabola da star mondiale, infatti, si svolge durante gli anni Novanta, ma Pamela è diventata così iconica che ci sembra molto di più. Complice probabilmente anche ciò che mise la parola fine alla sua carriera, come lei stessa ammette con amarezza: il furto e la diffusione del sex tape con Tommy Lee, forse il primo caso mediatico di revenge porn. Il sesso vende da sempre, ma quando coinvolge una delle donne più desiderate del mondo, una rockstar e soprattutto la sfera privata allora è qualcosa che non ci si può lasciar sfuggire: è un pasto prelibato, che fa gola, di cui bisogna cibarsi avidamente, anche dopo anni, indipendentemente dalle conseguenze. E Pamela Anderson lo sa bene, visto che recentemente si è tornato a parlare di lei proprio per aver preso le distanze da Pam & Tommy, la serie incentrata proprio su questo evento della vita dei coniugi Lee in cui la donna non è stata assolutamente coinvolta e da cui ha fermamente preso le distanze.

Pamela, A Love Story è la risposta della Anderson alle speculazioni che la società ha avuto per anni nei suoi confronti. È il ritratto emotivo, intimo e vulnerabile di una donna che è entrata nelle nostre vite e nel nostro immaginario prepotentemente, grazie anche alla sua fisicità prorompente, e che ora che ne ha preso possesso non sa però come comportarsi, cosa fare, come muoversi all’interno di questo spazio, e che quindi vi si aggira cauta e con delicatezza, temendo di disturbare. Con il documentario, Pamela Anderson finalmente si mostra al pubblico che l’hanno amata – e odiata – come un essere umano che rivendica la propria dignità, il suo spazio e la sua voce, e che ora vuole e deve essere ascoltata. È il monito a svegliarci e a chiederle finalmente scusa per il trattamento che ognuno di noi, nessuno escluso, le ha riservato. Ma siccome questa è una storia d’amore, Pamela aspetterà tutti coloro che vorranno ascoltarla nella sua casa canadese sull’oceano, pronta a perdonarli, e a cominciare a vivere.