Recensioni cinema

“Eternals” ha rubato due ore e mezza del mio tempo

Mentre il mondo della cinefilia si divide su Titane, rincorre le citazioni in Freaks Out e attende febbricitante il nuovo film di Wes Anderson, il mondo reale è da mesi in hype per un solo titolo, che 200 milioni di dollari di budget, il premio Oscar in carica alla regia e la toccante reunion dei fratelli Stark dovrebbero bastare a certificare in anticipo come il maggior incasso della stagione. Il titolo in questione è ovviamente Eternals, ventiseiesimo capitolo del Marvel Cinematic Universe e terzo mattone nella costruzione della Fase Quattro. Dopo due stand alone, uno dedicato alla veterana Black Widow e uno alla new entry Shang Chi, Eternals inaugura nella Fase Quattro il filone tendenzialmente più remunerativo dei film Marvel, ovvero quello delle epopee corali, in cui – sull’onda lunghissima del successo di The Avengers – gli eroi più potenti e amati della Terra si riuniscono per sconfiggere un supervillain che minaccia l’umanità. Formula semplicissima e proprio per questo efficacissima che, con l’eccezione di Age of Ultron, non ci siamo stancati di veder reiterata fino al 2019.

Perché allora, dopo due ore e mezza di grandiosi effetti speciali, poteri mirabolanti combinati in impeccabili coreografie action e il cattivo più imponente mai ideato dal team di Kevin Feige, l’unica sensazione che ci rimane è quella di una desolante noia? Si potrebbe discutere dell’inadeguatezza del cast nel rimpiazzare gli eroi preferiti dal pubblico internazionale – anche i più accaniti detrattori della Marvel non hanno mai messo in dubbio le capacità attoriali di Robert Downey Jr o di Scarlett Johansson, ma lo stesso discorso non si potrebbe applicare a Gemma Chan o a Kit Harington. Si potrebbe discutere anche della deludente prova registica della talentuosissima Chloé Zhao, che si limita a fare il suo compito senza aggiungere nulla alla solita correttezza formale della maggior parte dei suoi meno illustri predecessori (James Gunn e Taika Waititi rimangono insomma casi isolati). Si potrebbe sottolineare che tutte le giustificazioni del mondo non frenano noi spettatori terrestri dallo storcere il naso di fronte a una squadra di eroi che avrebbe potuto sconfiggere Thanos con uno sbadiglio e che durante la Guerra dell’Infinito si stava facendo allegramente i fatti suoi.

I difetti di Eternals sono insomma tanti, tantissimi, ma quello più grave e più sconcertante è la fretta: Angelina Jolie e il simpatico Kumail Nanjiani potrebbero farci empatizzare nonostante tutto con gli amici dell’insulsa Gemma Chan, Richard Madden potrebbe scatenare reazioni appassionate con la sua interpretazione di un supereroe atipico (e stranamente simile all’Homelander di The Boys) e la bella fotografia potrebbe compensare la delusione della regia, se solo a qualcuno interessasse di questi fantomatici e sconosciuti Eterni. Oltre agli effetti speciali, la grande novità di The Avengers e il motivo del suo successo planetario è stata l’idea di riunire in una sola missione – peraltro ridicola di fronte a quella affrontata dagli Eterni – un team di eroi a cui gli spettatori erano già affezionati; perché la stessa cosa non è stata fatta per preparare il pubblico ai nuovi protagonisti della saga più importante dell’ultimo decennio? Se fosse arrivato dopo una giusta introduzione, Eternals sarebbe comunque un film poco riuscito, ma almeno non sarebbe così insipido.

Lucia Ferrario
Autore

Classe ‘98, cinefila compulsiva che quando parte "My Way" alla fine di "Goodfellas" si sente come Alex mentre ascolta Ludovico Van.