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“Midnight Mass”: e vissero tutti felici e contenti? Col cavolo

Probabilmente mia nonna mi odierà dopo aver messo per iscritto questa cosa: sono agnostica da non so quanto tempo, ma soprattutto odio ogni tipo di istituzione religiosa. Scusa nonna, ma ho visto Midnight Mass e da qualche parte dovevo incanalare la mia mal sopportazione per la Chiesa, anche perché la serie di Mike Flanagan (Doctor Sleep, The Haunting, Ouija – L’origine del male) rende la cosa estremamente semplice. Midnight Mass è molto diversa dalle precedenti Hill House e Bly Manor: Se queste infatti sono confezionate come degli horror in tutto e per tutto, dalle immagini agli archetipi tipici del genere, l’ultima arrivata punta a essere un horror “di parola”, nel senso che la paura è tutta lasciata ai dialoghi. Ambientata su un’isoletta a largo degli Stati Uniti, la serie narra la storia di una piccolissima comunità devota alla religione cristiana che, dopo l’arrivo provvidenziale di un giovane prete, assisterà a una serie di miracoli che accresceranno la loro già profondissima fede. E vissero tutti felici e contenti? Col cavolo.

Flanagan infatti con Midnight Mass semina con cadenza sempre maggiore il terreno con riferimenti di attualità che, germogliando, risultano essere una critica sempre più aspra alla religione cristiana e soprattutto alla sua ipocrisia e al suo pregiudizio. Dietro i messaggi di amore e fratellanza c’è sempre un grande ma: se ti penti della tua condotta giudicata immorale da Dio, allora vivrai nella gloria eterna; ma se non lo farai, brucerai tra le fiamme nell’inferno. Ammetto di essere stata molto poco attenta alle lezioni del catechismo, ma da quel che ricordo Dio dovrebbe amare tutti incondizionatamente. Perché allora predicare che “tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali di altri” ed essere convinti che discriminare in base a un credo religioso diverso o a una gravidanza fuori dal matrimonio siano cose giuste? Midnight Mass pone davanti a questo interrogativo costantemente, mostrando come alcune persone vengano considerate meno meritevoli di altre in base a una parola divina che altro non è che un prodotto dell’uomo per giustificare le proprie nefandezze e soprattutto la propria aridità interiore. E infatti l’orrore della serie si sviluppa proprio attraverso la sceneggiatura, dal momento in cui i dialoghi sono il vero motore delle azioni. La parola degli uomini che si fa parola di Dio è il vero contenitore della paura perché essa genera mostri, come del resto il sonno della ragione a cui persone totalmente invasate si costringono più o meno consapevolmente senza ammettere l’esistenza di un altro punto di vista, che sia religioso o scientifico.

Midnight Mass è una serie che fa paura perché è attuale, perché chiunque di noi conosce qualcuno che è totalmente obnubilato dalla religione. Lo so, le mie sono parole aspre, ma questa serie si propone di farti incazzare e ci riesce di brutto. Ma soprattutto non cade nell’errore della religione: non si pone al di sopra degli altri, non vaticina ma anzi vuole comunque diffondere un messaggio di speranza, perché come ci sono i fanboy di Papa Francesco c’è anche chi riesce ad avere una vera e sincera redenzione, e allora può raggiungere il regno dei cieli, o qualsiasi altra dimensione ultraterrena in cui crediate (sempre che lo facciate, in caso contrario ci vediamo tutti tre metri sotto terra). E comunque, Dio solo sa quanto il mio animo profondamente macabro ha goduto alla citazione al suicidio di massa di Jonestown…

Chiara Cozzi
Autore

Da sempre propensa a dare un'opinione su ogni cosa, l'unica strada percorribile era quella della critica cinematografica. Nel frattempo mi sono appassionata agli studi di genere e li ho applicati alle pellicole laureandomi in Teorie del Cinema. Nel tempo libero trangugio horror e variegati di musica.

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