I tesori nascosti del Primavera Sound 2026
Anche quest’anno il Primavera Sound resta un cercatore d’oro: tra i riverberi di Robert Smith e le distorsioni di Kevin Shields, decine di nomi brillano lontano dai riflettori dei big
Con i Kneecap non esistono vie di fuga
I Kneecap non lasciano vie di fuga: si riappropriano di “Fenian”, lo svuotano dell’odio e lo trasformano in orgoglio. Tra beat industriali, rave politico e traumi di Belfast, il disco colpisce duro e ribalta ogni prospettiva
Balu Brigada – Prendersi il tempo
Due fratelli che, a un certo punto, hanno capito che Auckland non bastava più: i Balu Brigada ci raccontano cosa significa debuttare quando il mondo ti sta già guardando
“The Mountain” è il viaggio spirituale dei Gorillaz
Nel 2024 Damon Albarn e Jamie Hewlett perdono i padri. Da quel vuoto nasce il viaggio in India e il cuore di "The Mountain": una riflessione sulla morte intesa non come fine, ma come inizio di un nuovo percorso
Benefits, ovvero usare la voce come atto politico
Rumore come resistenza, voce come arma. Tra distopia, gentilezza e "Constant Noise", Kingsley Hall dei Benefits ci ricorda perché urlare insieme è ancora necessario
I 30 migliori album del 2025
I Real Lies con “We Will Annihilate Our Enemies” e i Geese con “Getting Killed”, ma anche gli album di Bad Bunny e Rosalía che hanno dimostrato che il pop globale può essere ancora ambizioso e identitario
Con “Getting Killed” i Geese non chiedono di essere capiti
I Geese non devono nulla a nessuno. Assimilano le influenze, le stravolgono e le sputano fuori con forza, senza filtri. Quello che resta è un cortocircuito sonoro, una frattura luminosa, un lampo che squarcia la notte
Dai Massive Attack ai Cure: la line-up del Primavera Sound 2026
Barcellona si prepara a vivere un’edizione che promette di entrare nella storia del Primavera Sound: sul palco il ritorno dei The Cure dei The xx, ma anche la prima volta dei Massive Attack
Nick Cave, un profeta messo a nudo
Cosa succede se togli tutto e lasci solo Nick Cave, nel suo immancabile abito nero, la sua figura esile seduta davanti al piano, a suonare per due ore e mezza?
La leggerezza apparente dei Royel Otis
Dopo due anni in tour, i Royel Otis tornano con "Hickey": un alt-pop brillante e consapevole, che danza nel buio con leggerezza solo apparente. «L’indie? Non sappiamo se stia tornando, ma sarebbe bello»